VENGO

Vengo – Demone flamenco

di Tony Gatlif – Spagna/Francia 2000 – 95’
con Antonio Canales, Orestes Villasan Rodriguez, Antonio Dechent, Bobote,Juan Luis Corrientes

flamenco | mística gitana | vendetta

VENGO

Mostra d’arte cinematografica di Venezia 2000:  
evento speciale fuori concorso

sinossi breve
Presentato alla 57a Mostra di Venezia, e scritto da David Trueba seguendo le improvvisazioni che nascevano sul set, Vengo è il film per eccellenza sul flamenco. E non poteva che esserne Tony Gatlif l’autore: la pellicola trasuda el duende y el cante e il cineasta è grandioso nel ritrarre Antonio Canales, il grande ballerino di flamenco, nel memorabile ruolo di Caco.

sinossi lunga
Antonio Canales, il grande ballerino di flamenco, che in questa occasione recita solamente, senza muovere un passo di danza, veste i panni di Caco, un gitano dagli occhi profondissimi, che non riesce a superare il dolore per la morte di sua figlia. Cerca di trovare conforto nei fondi dei bicchieri, nei bordelli di Siviglia, sotto i tacchi e le suole consumate dal flamenco, tra le corde tese delle chitarre andaluse, ma la tristezza non passa e la realtà in cui è calato è ben altra: quella di una rivalità senza limiti tra la sua famiglia e quella dei Caravaca.

Presentato fuori concorso al Festival di Venezia 2000, scritto da David Trueba, “Vengo” appartiene al pantheon dei grandi film sul flamenco e non poteva che esserne Tony Gatlif l’autore: pioniere del neo-nomadismo cinematografico, del meticciato in forma di visione, è grandioso nel non descrivere la musica come semplice spettatore ma di viverla con intensità interiore eliminandone ogni elemento folkloristico. La cinepresa dà importanza ai particolari e stringe su visi e sguardi intensi. Il canto del maestro del Sufi egiziano Ahmad Al Tuni, di La Caita, La Paquera e la chitarra dei Gritos de Guerra accompagnano ogni sequenza. Il messaggio che ci regala è quello che sia la danza che la musica uniscono tutti gli uomini mediterranei esprimendone i medesimi valori. Ma la pellicola non è solo passione, è anche dolore. E nel dramma finale la colonna sonora composta dallo stesso regista (come il pezzo Techno el rey, Aparition e Larbre du duende) è addirittura travolgente, fatta di percussioni unite al battito di pistoni e gocce d’acqua a sottolineare la tragedia di Caco nell’inutile rincorsa all’ennesima vendetta.