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      Bienvenidos
      Di questi tempi, realizzare e promuovere un festival di cinema ha tutto il sapore di una sfida. Una sfida, che nel caso di CinemaSpagna ad Anacapri, non sarebbe stata nemmeno pensabile senza il sostegno dell’Amministrazione locale: CinemaSpagna vede la luce sull’isola e il nostro augurio è che si faccia forte nel tempo. Per questo un grazie sincero va a tutte le istituzioni che seguono il progetto intendendolo correttamente come una rete per la diffusione del cinema di qualità. Di fatti il merito è soprattutto del cinema che parla spagnolo (in tutte le sue componenti, catalane e basche, oltre che castigliane e ispanoamericane) e alla sua vitalità e continua capacità di rinnovamento.

       Con Anacapri il Festival spalanca la porta all’America Latina: a Napoli certo non poteva mancare un omaggio all’Argentina nell’anno delle celebrazioni del Bicentenario della Rivoluzione di Maggio (1810-2010); in programma due cult come Martín (Hache) e Valentín, poco o mai visti in Italia, più una personale completa su Juan Pablo Zaramella capace di portare l’Argentina all’eccellenza nel campo dell’animazione mondiale.

        Per restare nel continente americano, il Festival ha l’onore di accogliere Claudia Llosa, giovane autrice peruana di casa a Barcellona, recente candidata agli Oscar con La teta asusada/ Il canto di Paloma. La regista è tra le protagoniste di un focus legato alla Donna con la macchina da presa: assieme a lei, altre due grandi registe catalane come Mar Coll e Judith Colell che presentano le loro ultime opere, premiate nei maggiori festival internazionali, e offrono lo spunto a Montse Alcoverro (attrice in Hijos/Figli di Bechis), per approfondire sulla situazione della donna nel mondo del cinema.

       Le autonomie spagnole trovano spazio e sono rappresentate anche dalla finestra sul corto basco Kimuak, che completa un programma che non può infine prescindere dalla Spagna in senso stretto: gli amori folli a Madrid!

      ¡Buena visión!

FEDERICO SARTORI
EXIT med!a


      Gli esempi di cinema realizzato da donne che presentiamo hanno una linea comune: le tre registe mettono in gioco una narrazione che parte dal mondo interiore dei personaggi, dalla loro intimità, per offrire un panorama, una visione d’insieme. Vanno dal primo piano al piano generale.

      Mar Coll ci introduce nelle maglie di una famiglia catalana bene, attraverso gli occhi di Lea, fino a tracciare una completa autopsia della classe borghese. Claudia Llosa ci porta nella periferia di Lima, e per mano della triste Fausta ci racconta come ognuno di noi resti segnato (anche fisicamente) dal passato collettivo che ci precede. Judith Colell ci apre le porte dell’intimità di tre personaggi che vivono di e per la solitudine, e con i quali costruisce un mosaico delle nostre grandi e popolate città. Sono tre sguardi verso dentro che ci permettono di guardare verso fuori.


IRIS MARTÍN-PERALTA
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