ELS DIES QUE VINDRAN

I giorni che verranno

di Carles Marqués-Marcet
Spagna 2019 – 95 min

con David Verdaguer, Maria Rodríguez Soto

#RapportiDiCoppia #Maternità 

IFFR Rotterdam 2019:
Sezione Ufficiale – Tiger Competition

Festival de Málaga 2019:
Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attrice, Premio Pubblico Giovane, Premio SIGNIS

Premis Gaudí 2020:
Miglior Film, Miglior Attrice protagonista, Miglior Montaggio

Sinossi breve:

Barcellona. Una giovane coppia affronta il progressivo passaggio dall’euforia iniziale all’incomunicabilità che presagisce la rottura. Un’odissea sull’ascesa e la caduta dell’amore che Marqués-Marcet aveva già esplorato attraverso la sofferenza di una relazione a distanza nel suo fortunato e per certi versi visionario film d’esordio 10.000KM.

Els dies que vindran alza il tiro documentando la vera gravidanza dell’attrice María Rodríguez con il suo compagno David Verdaguer (Verano 1993), fino alla nascita della figlia Zoe. Realtà al servizio della finzione e viceversa. Vincitore assoluto al Festival di Malaga 2019.

 

“Il catalano Carlos Marqués-Marcet chiude la sua trilogia sul disamore nei rapporti di coppia con un film sull’esperienza vertiginosa della maternità e della paternità”

Il quarto lungometraggio del regista Carlos Marqués-Marcet, Los días que vendrán, è stato presentato in prima mondiale nel Concorso Tiger dell’International Film Festival Rotterdam. Il suo nuovo film cattura la presa di coscienza della maternità e della paternità da parte di due neo genitori, documentando la vera gravidanza dell’attrice María Rodríguez, con il suo attuale compagno David Verdaguer (Verano 1993), fino alla nascita della figlia Zoe. Sebbene il film segua dettagliatamente i cambiamenti fisici che il corpo di Rodríguez sperimenta durante i successivi nove mesi, Los días que vendrán non è un documentario. È una finzione sulla mancanza di comunicazione tra esseri umani che il regista ha inserito nel cuore di una coppia di attori che aspettavano un bambino fuori dallo schermo.

I personaggi di questa storia, scritta a sei mani da Clara Roquet, Coral Cruz e Marques-Marcet stesso, non sono stati costruiti a immagine e somiglianza dei loro interpreti. Per cominciare, nessuno di loro è un attore professionista come nella vita reale. Nel film, Verdaguer dà vita a un apprendista avvocato di nome Lluís. Mentre Rodríguez interpreta una giornalista che tutti chiamano “Vir”. Il film inizia con l’inaspettata notizia della gravidanza di Vir. I due entusiasti trentenni decidono di imbarcarsi nell’avventura di mettere al mondo il bambino, ignorando la crisi che si abbatterà sulla loro relazione romantica distruggendola poco a poco.

Los días que vendrán chiude la trilogia di Marques-Marcet sul disamore e i pericoli della convivenza durante il fidanzamento che il cineasta aveva inaugurato con 10.000KM, e continuato con Tierra firme. Si tratta della fine di una trilogia basata non solo sulla sua tematica. L’elemento trainante dei tre capitoli è anche l’attore feticcio del cineasta: David Verdaguer. Questo terzo volume è una reiterazione del modello narrativo dei due precedenti. Il film descrive il passaggio progressivo dall’euforia iniziale alla tragedia imminente. Un’odissea sull’ascesa e la caduta dell’amore che già abbiamo conosciuto attraverso la sofferenza di una relazione a distanza in 10.000KM, o nella distanza emotiva delle protagoniste di Tierra firme dopo la gravidanza di una di loro.

I personaggi di Marqués-Marcet non cadono nella disperazione, anche se le situazioni estreme che affrontano indicano il contrario. Nonostante la pesantezza che si assesta giorno dopo giorno asfissiando la relazione, il film respira ogni volta che Vir si rifugia guardando i nastri VHS del giorno della sua nascita. Si tratta di registrazioni domestiche del parto della madre dell’attrice che il regista ha incluso nel suo lungometraggio come una riflessione sul ciclo della vita, confondendo, ancora una volta, i limiti tra finzione e realtà.

 

Carlota Moseguí, Cineuropa