El autor

L'autore - Il movente

REGIA
Manuel Martín Cuenca

CON
Javier Gutiérrez Álvarez, María León, Adelfa Calvo, Antonio de la Torre Martín

ANNO
2017

NAZIONALITÀ
Spagna

DURATA
112 min.

PREMI

  • Vincitore del Premio Goya per il miglior attore protagonista: Javier Gutiérrez Álvarez
  • Vincitore del Premio Goya per la migliore attrice non protagonista: Adelfa Calvo
  • 2017 Premios Forqué: miglior lungometraggio di finzione o animazione

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El autor

L'autore - Il movente

Un magnifico Javier Gutiérrez (premio Goya come Miglior attore protagonista) è Álvaro, un impiegato che sogna di diventare uno scrittore: che i posteri lo ricordino come qualcuno che ha creato un’opera letteraria unica e irripetibile. Per questo frequenta i corsi di scrittura del professor Juan (Antonio de la Torre), che però non vede in lui traccia di talento. Le cose si complicano quando alla moglie (María León) cominciano a piovere riconoscimenti per il suo romanzo rosa, divenuto un best seller. Potente e graffiante ritratto dell’antieroe, l’ultimo gioiello di Martín-Cuenca si prende gioco degli stereotipi sui processi creativi della finzione. Premio Goya anche per Adelfa Calvo (Miglior attrice non protagonista) e Premio FIPRESCI all’anteprima mondiale a Toronto 2017.

La Nueva Ola //

Manuel Martín Cuenca è solito trattare temi spinosi nei suoi film, mettendo spesso il dito nella piaga. Nel suo primo film, La flaqueza del bolchevique, parlava di pederastia. La mitad de Óscar, con cui ha debuttato nell’autoproduzione, affrontava l’incesto. Con Caníbal (premi Goya e alla miglior fotografia per Pau Esteve Birba a San Sebastián 2013) ritraeva un appassionato di antropofagia e ora, nuovamente in concorso col suo ultimo film al Festival di San Sebastián, è la volta di un essere spregevole pronto a tutto per realizzare il proprio sogno: il successo, la fama e, come crede lui, l’immortalità. Coprodotto ancora una volta dal regista, El autor è un adattamento (col suo sodale Alejandro Hernández) del romanzo El móvil, il primo scritto da Javier Cercas (anche autore di Soldados de Salamina, che David Trueba portò sullo schermo nel 2003).

Con protagonista un ispirato Javier Gutiérrez (Goya del miglior attore per La isla mínima), El autor presenta Álvaro, un povero disgraziato, impiegato di studio notarile, che sogna di esercitare la scrittura seria, profonda e applaudita dalla critica: che i posteri lo ricordino come qualcuno che ha creato un lavoro unico e irripetibile. Per questo, frequenta seminari e conferenze di scrittura, come quelle impartite dal professor Juan (un magnifico Antonio de la Torre), mentre a sua moglie Amanda (María León) piovono i riconoscimenti dopo la pubblicazione di un best-seller.

Il protagonista di El autor è quindi un tipo invidioso, ambizioso e in crisi: professionale, esistenziale e di coppia. Un personaggio con tutti gli ingredienti per far piangere il pubblico, e che invece, con l’umorismo nero che distilla il film di Martín Cuenca, lo fa ridere: non solo si ride della sua goffaggine, della sua meschinità e delle sue manipolazioni, ma anche perché è facile riconoscervi la bassezza di ciascuno di noi. Siamo tutti Álvaro: sognatori, stupidi, audaci e ossessivi. Perché… chi non ha mai sognato di superare il prossimo, a qualsiasi prezzo?

E questo povero aspirante al premio Nobel ci riuscirà, ma in un modo che non immaginava, come dimostra il finale geniale di un film girato a Siviglia e pieno di trovate narrative, come quella scrivania così ordinata e luminosa come un foglio bianco, o quel teatro d’ombre, proiettato sulla parete di un cortile interno, che nutre la fantasia del protagonista e stimolerà sia la sua immaginazione che la sua malvagità, mentre riceverà alcune spiacevoli sorprese per la sua falsa benevolenza/indulgenza e il suo latente classismo/xenofobia.

Dopotutto, il cacciatore e la preda giocano nello stesso campo. E che Martín Cuenca ridicolizzi così il proprio lavoro creativo dimostra non solo enorme talento, ma anche dosi elevate di senso dell’umorismo. Il premio FIPRESCI ricevuto da El autor in occasione della sua presentazione mondiale all’ultimo Festival di Toronto è il primo di una lunga serie di riconoscimenti che potrà raccogliere il film: che passi alla storia o meno… il tempo lo dirà.

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