Familia rodante

Famiglia su ruote

REGIA
Pablo Trapero

CON
Graciana Chironi, Liliana Capurro, Ruth Dobel, Federico Esquerro, Bernardo Forteza, Laura Glave, Leila Gomez, Nicolás López, Sol Ocampo, Marianela Pedano, Carlos Resta, Raul Vinona

ANNO
2004

NAZIONALITÀ
Argentina

DURATA
103 min.

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Familia rodante

Famiglia su ruote

Una famiglia numerosa intraprende un lungo viaggio, con una casa su ruote, da Buenos Aires fino al confine con il Brasile per raggiungere Misiones, piccola città natale della nonna 84enne, e partecipare a un matrimonio dove l'anziana donna è stata invitata come madrina della sposa...

Latinoamericana //

Già dal titolo è facile intuire come “Familia rodante” si rifaccia ad un tema classico del cinema ovvero “il road movie”, incentrandolo su un’altra inesauribile fonte di soggetti per il grande schermo, “i parenti”. Da stabilire per non confonderlo con le tante pellicole simili che hanno preceduto questo nuovo lavoro di Pablo Trapero (Mondo grua) c’è quindi da chiarire subito alcuni dati.
Luogo di partenza: Buenos Aires
Meta: Misiones, cittadina al confine col Brasile
Partecipanti: un’ampia, sfigata, famiglia allargata
Mezzo di trasporto: Un vecchio camper succhiabenzina capace di consumare 1 litro ogni 4 Kilometri
Pretesto del viaggio: Il matrimonio di una lontana parente
Leader e tour operator: la nonna
Insomma, apparentemente nulla di memorabile sembra poter appartenere ad un viaggio del genere. Tutti abbiamo fatto lunghe gite con la famiglia, tutti abbiamo litigato durante queste lunghe convivenze forzate nei sempre troppo angusti mezzi di trasporto. Non tutti, però, abbiamo la pretesa di volerlo raccontare in giro, soprattutto se oltre l’apparenza non c’è veramente nulla. Un’opinione non condivisa però da Pablo Trapero che, continuamente camera in mano, ha invece voluto renderci partecipi della riproduzione di uno di quei tormentati viaggi che gli capitava di fare da bambino con la sua famiglia. Viaggi caldi, caotici, ma comunque di routine che si dovevano, e non “volevano” , fare che offrivano giusto l’occasione di stare con la propria parentela.
Il tono rimanendo in sospeso tra la commedia e il documentario lascia i personaggi in un limbo, illusi dalla speranza che qualcuno gli trovi qualcosa da fare. E così anche la nonna arzilla che avrebbe potuto calamitare positivamente l’attenzione dello spettatore viene relegata a rapide e sporadiche apparizioni, in nome di una coralità che diventa ben presto, purtroppo, anonimato.

Andrea D’Addio

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