Hugo in Argentina

Hugo in Argentina

REGIA
Stefano Knuchel

CON
Giancarlo Giannini

ANNO
2021

NAZIONALITÀ
Svizzera

DURATA
97 min.

Condividi su...

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Hugo in Argentina

Hugo in Argentina

Figlio di un militare di carriera, il disegnatore Ugo Eugenio Prat (1927-1995), più noto come Hugo Pratt, cresce tra Venezia e l'Etiopia, perché il padre è arruolato nella polizia dell'Africa italiana. Esordisce nel disegno alla fine della Seconda guerra e dopo il ritorno in Italia, su invito dell'editore Cesare Civita, fondatore della Editorial Abril, seguendo altri fumettisti italiani approda nel 1949 a Buenos Aires, in pieno peronismo.

In città resterà fino al 1962, sfuggendo alla violenza dell'imminente dittatura, diversamente da Héctor Germán Oesterheld, l'amico sceneggiatore e creatore, tra gli altri, dei fortunatissimi "Sgt. Kirk" e "L'eternauta", nonché della casa editrice Frontera. In Argentina Pratt trova una cerchia di spiriti affini, l'amore di una vita, la paternità, occasioni di esplorazione (le pampas, la Patagonia, il Brasile), molte opportunità di lavoro (Ernie Pike, Anna della giungla) e didattiche nel campo del fumetto (alla Escuela Panamericana de Arte, tempio del dibujo, il disegno animato).

Prima ancora, un'intensa passione per le feste private e la vita notturna, tra il jazz, il tango di Gardel e la malavita al barrio portuale La Boca. Avventure lisergiche, frequentazioni cosmopolite e spericolate e malinconie da cui si sente naturalmente attratto e che pervadono i suoi disegni.

Sceneggiato dal regista Stefano Knuckel e dallo scrittore Marco Steiner, collaboratore di Pratt nell'ultima fase produttiva, Hugo in Argentina è la seconda parte di un'ideale trilogia aperta da Hugo en Afrique, presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti nel 2009.

Affascinato fin da ragazzino dalla figura di Corto Maltese, marinaio apolide e disincantato, il personaggio prattiano più conosciuto e sorta di alter ego di Pratt ("aveva una relazione folle con la vita") Knuckel indaga il suo oggetto d'amore con un film lirico, amoroso e documentatissimo, immersione multiforme nella sensibilità di un anarchico puro, affidandosi ad archivi storici e a testimonianze dirette e indirette.

Un'affascinante alternanza, spesso in split screen, di immagini soprattutto private (coproduce Cong, società svizzera che controlla e promuove l'opera di Pratt) che scaraventa lo spettatore nel mezzo dell'esperienza sudamericana, parallelamente rievocata da alcune persone a lui intimamente legate: l'amico e pittore Oscar Smoje, Martín Oesterheld (regista e nipote di Héctor), Martina Pratt, una dei due figli avuti da Gucky Woderer, il disegnatore Gianni Dalfiume, il decoratore Gustavo Ferrari, Gisela Dester, illustratrice e assistente nonché grande amore di Pratt.

Evento Speciale //

altri film

error: Il contenuto è protetto

tappe

film

registi

partner