Incerta gloria

Gloria Incerta

REGIA
Agustí Villaronga

CON
Oriol Pla, Terele Pavez, Núria Prims, Marcel Borràs, Juan Diego, Bruna Cusí

ANNO
2017

NAZIONALITÀ
Spagna

DURATA
115 min.

PREMI:

  • Selezione ufficiale Festival di San Sebastián 2017

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Incerta gloria

Gloria Incerta

Adattamento dell’omonimo romanzo di Joan Sales, un classico della letteratura catalana, che segna il ritorno di Villaronga alla Guerra Civil Española, dopo il trionfo di Pa negre. Scenari tumultuosi, personaggi tormentati, la cinepresa ci porta nell’entroterra lontano dalle barricate, dove la passione stravolge questi esseri umani funestati da una vita terribile: è qui che spicca Carlana, femme fatale, alla quale Núria Prims dona mistero e sensuale malìa.

La Nueva Ola //

Agustí Villaronga è uno dei registi spagnoli con il maggior potenziale. Lancia ora Incierta gloria, adattamento – per mano dello stesso regista e di Coral Cruz – dell’omonimo romanzo di Joan Sales, scritto nel 1954 dopo aver vissuto la violenza sulla propria pelle e diventato un classico della letteratura catalana. Precedentemente, il maiorchino aveva girato, ai Caraibi, El rey de la Habana – che ha partecipato alla sezione ufficiale del Festival di San Sebastian due anni fa – e, nel 2010, Pa negre, il film che gli è valso nove premi Goya e lo ha introdotto nella serie A del cinema spagnolo, dove sembra rimanere ben saldo.

Come in quell’ultimo film, la guerra civile spagnola è lo scenario sporco, oscuro, morboso e caotico in cui i suoi tormentati personaggi sopravvivono. Possiamo riconoscere il lavoro di gran parte di quella squadra in questo Incierta gloria, anch’esso commissionato da Isona Passola di Massa D´Or Produccions, che ha già prodotto Pasajero clandestino (1995), El mar (1999) e il documentario El testamento de Rosa (2015), tutti diretti da Villaronga: qui anche l’atmosfera, i costumi e le location ritraggono fedelmente quei giorni di dolore, sangue e furia, anche se la camera di Josep M. Civit (direttore della fotografia di El rey de la Habana) non ci porta in battaglia, ma nei paesi circostanti, per vedere come la crudeltà cainesca abbia infettato i loro abitanti.

Sono poi i personaggi, che il regista adora, l’asse su cui ruota l’azione del film: Lluís (Marcel Borràs) è un giovane militare repubblicano destinato a un periodo di inattività al fronte aragonese; lì conosce una donna matura, Carlana (Núria Prims, scoperta in Historias del Kronen, nel 1995, lontana dagli schermi da quasi un decennio), di cui si infatua e che non esiterà a utilizzare il ragazzo per diventare la più ricca della regione.

Ma Lluís ha lasciato a Barcellona sua moglie, Trini (Bruna Cusí, che prossimamente vedremo in Verano 1993), e suo figlio. Quando Soleràs (Oriol Pla, ricordato come il figlio di Ricardo Darín in Truman), l’amico intimo di Lluís, scopre l’intrallazzo e il tradimento sentimentale di quest’ultimo, decide di ricattarlo affinché porti via da Barcellona, che è sotto continui bombardamenti, sua moglie, di cui è segretamente innamorato. Una volta giunta al campo, Trini comincia a sospettare delle menzogne di suo marito, e un’altra guerra – intima e morale – scoppia tra i quattro personaggi principali.

Villaronga enfatizza il lato più melodrammatico, crudo e torbido del romanzo originale in questa trasposizione cinematografica, dove si affacciano alcuni dei temi più cari al regista: la violenza, la perdita dell’innocenza, la corruzione, il male, il potere e i suoi meccanismi. L’ambiguità si converte nella qualità più condivisa da questi esseri umani funestati da una vita terribile e da una storia nefasta, dove spicca questa femme fatal che è Carlana, alla quale Núria Prims dona mistero, corpo e molto carattere. Il passato indelebile come una lastra e lo svanire delle illusioni e degli ideali sono altrettanti conflitti che tormentano questi personaggi feriti per sempre, una cosa frequente nella filmografia di un regista che ha cominciato la sua carriera con film rischiosi, unici e inquietanti come Tras el cristal e El niño de la Luna.

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