La boda de Rosa

Le nozze di Rosa

REGIA
Un film di Icíar Bollaín

CON
Candela Peña, Sergi López, Nathalie Poza, Ramón Barea, Paula Usero

ANNO
2020

NAZIONALITÀ
Spagna

DURATA
100 min.

PREMI:

  • Premio Goya 2020 Miglior attrice non protagonista (Nathalie Poza)
  • Festival di Málaga 2020: Premio Speciale della Giuria
  • Premi Gaudí 2020 Miglior attrice protagonista (Candela Peña)
  • Premio Feroz 2020 Miglior Commedia

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La boda de Rosa

Le nozze di Rosa

Nella soglia dei 45 anni, Rosa si rende conto di aver sempre vissuto per gli altri e decide di partire e lasciare tutto. Vuole prendere in mano la sua vita e realizzare il sogno di avviare un'attività in proprio. Ma presto scoprirà che suo padre, i suoi fratelli e sua figlia hanno altri piani per lei, e che cambiare vita non è così facile se non è nel copione di famiglia.
Con un cast di stelle multipremiate (Premio Goya per Nathalie Poza, Premio Gaudí per Candela Peña), coadiuvate da Sergi López, questa commedia di Iciar Bollaín è un inno alla propria felicità, all’amarsi, a lottare per i sogni, prendere le redini della propria vita. E, soprattutto, è un inno alla libertà... con molto humour.

La Nueva Ola //

Hola, ¿estás sola? rivelò al grande pubblico una meravigliosa interprete – Candela Peña, che aveva debuttato poco prima al cinema in Días contados di Imanol Uribe – e una regista emergente – Icíar Bollaín, protagonista di meraviglie come El sur di Víctor Erice. Era l’anno 95 del secolo scorso e quel primo film sprigionava gioia, umorismo e freschezza. Entrambe le artiste tornano a quello spirito libero, folle e audace con La boda de Rosa, che conta anche sulla complicità di Alicia Luna, co-sceneggiatrice di questa pellicola e di Te doy mis ojos, lungometraggio di Bollaín dove la stessa Peña aveva un ruolo secondario.

Di cosa parla La boda de Rosa? Meglio che non si legga nulla della sua trama, che ci si lasci sorprendere, che la sua storia scorra agilmente, con Candela in un ruolo coraggioso che pochissime attrici potrebbero sostenere. Basti sapere che il film è un inno alla propria felicità, all’amarsi, a lottare per i sogni, prendere le redini della propria vita, non riporre negli altri troppe aspettative e togliersi i maledetti fardelli (familiari, sociali, lavorativi… ) autoimposti e non necessari. E, soprattutto, è un inno alla libertà: senza intensità né drammaticità, ma con molto humour.
Alfonso Rivera per Cineuropa

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