La boda de Rosa

Le nozze di Rosa

REGIA
Icíar Bollaín

CON
Candela Peña, Sergi López, Nathalie Poza, Ramón Barea, Paula Usero

ANNO
2020

NAZIONALITÀ
Spagna

DURATA
100 min.

PREMI:

  • Premio Goya 2020 Miglior attrice non protagonista (Nathalie Poza)
  • Festival di Málaga 2020: Premio Speciale della Giuria
  • Premi Gaudí 2020 Miglior attrice protagonista (Candela Peña)
  • Premio Feroz 2020 Miglior Commedia

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La boda de Rosa

Le nozze di Rosa

Iciar Bollaín torna alla regia cimentandosi stavolta in una “commedia esistenziale”, come ama descriverla la stessa regista. Cast di stelle, che ruota intorno a Rosa (Candela Peña, Miglior attrice ai Premi Gaudí 2021), una donna abituata a mettere sempre i bisogni degli altri prima dei suoi, e che decide così di dare uno scossone alla propria vita e di afferrarne le redini, o almeno tentare di farlo.

Assieme alla protagonista , nei panni dei fratelli di Rosa, spiccano Sergi López e Nathalie Poza (quest’ultima vincitrice del Premio Goya 2021 come Miglior attrice non protagonista), in grado di conferire alla commedia di Iciar Bollaín ritmo e verve, per un inno alla consapevolezza di sè, alla propria felicità, all’amarsi, a lottare per i propri sogni. E, soprattutto, è un inno alla libertà… alla vita che va sempre presa con molto e sano umorismo.

La Nueva Ola //

Hola, ¿estás sola? rivelò al grande pubblico una meravigliosa interprete – Candela Peña, che aveva debuttato poco prima al cinema in Días contados di Imanol Uribe – e una regista emergente – Icíar Bollaín, protagonista di meraviglie come El sur di Víctor Erice. Era l’anno 95 del secolo scorso e quel primo film sprigionava gioia, umorismo e freschezza. Entrambe le artiste tornano a quello spirito libero, folle e audace con La boda de Rosa, che conta anche sulla complicità di Alicia Luna, co-sceneggiatrice di questa pellicola e di Te doy mis ojos, lungometraggio di Bollaín dove la stessa Peña aveva un ruolo secondario.

Di cosa parla La boda de Rosa? Meglio che non si legga nulla della sua trama, che ci si lasci sorprendere, che la sua storia scorra agilmente, con Candela in un ruolo coraggioso che pochissime attrici potrebbero sostenere. Basti sapere che il film è un inno alla propria felicità, all’amarsi, a lottare per i sogni, prendere le redini della propria vita, non riporre negli altri troppe aspettative e togliersi i maledetti fardelli (familiari, sociali, lavorativi… ) autoimposti e non necessari. E, soprattutto, è un inno alla libertà: senza intensità né drammaticità, ma con molto humour.
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Alfonso Rivera per Cineuropa

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