Mon petit

Piccolo mondo

REGIA
Marcel Barrena

CON
Albert Casals, Anna Socías, Àlex Casals, Mont Serradó, Pepita Moliner, Alba Casals, Jordi Socías, Pili Alamán, Gabriel Vilanova, Jennifer Vallejo, Melanie Gordo, Anaïs Galván, Marcel Barrena

ANNO
2012

NAZIONALITÀ
Spagna

DURATA
84 min.

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Mon petit

Piccolo mondo

Albert e Anna sono soliti girare il mondo senza soldi, e su una sedia a rotelle. Ora, hanno deciso di cimentarsi nella sfida più folle: raggiungere l'altro lato del pianeta, da Barcellona alla Nuova Zelanda, per un totale di 20.000 km. Un lungo viaggio che li porterà dall'"altro lato" di molte cose.

La Nueva Ola //

Il documentario di Marcel Barrena racconta in modo vibrante una grande esperienza di vita. Negli ultimi mesi ci è capitato più volte di vedere documentari, coinvolgenti e ben fatti, al centro dei quali vi erano sfide estreme. Pensiamo al giro del mondo in motocicletta che i bolognesi Tartarini Monetti effettuarono nel 1957, un viaggio incredibile portato di recente sullo schermo da Roberto Montanari Danilo Caracciolo, autori di 1 mappa per 2. Ma pensiamo anche a Desert Runners della cineasta americana Jennifer Steinman, di cui erano protagonisti gli atleti, spesso neanche professionisti, intenzionati a completare il ciclo delle quattro ultra-maratone più difficili del pianeta, oltremodo rischiose in quanto ambientate nei deserti più impervi e inospitali. Ma la sfida filmata in Mon Petit è un qualcosa che a livello di umanità va anche oltre. Perché a lanciarla è stato un giovanissimo spagnolo, Albert Casals, ridotto in sedia a rotelle da una malattia degenerativa ma capace di reagire alla propria disabilità in un modo singolare, che definire spericolato ed estremamente coraggioso può non essere sufficiente: ben presto si scopre, cioè, quel suo affrontare viaggi in solitaria nei luoghi più disparati, spostandosi con la forza delle braccia, con un’incredibile forza di volontà e con la fiducia che ci sia sempre qualche persona generosa disponibile a offrire un passaggio, lungo il cammino.

Qui lo vediamo imbarcarsi in un’impresa che sembra troppo grande persino per lui. La sua idea è quella di partire dalla Spagna quasi senza un soldo, in compagnia della sua non meno temeraria ragazza, per raggiungere alla fine del viaggio un faro posto esattamente agli antipodi, in Nuova Zelanda. Ce la farà il nostro Albert, le cui gambe sono molto spesso un peso e non un aiuto, a realizzare il suo sogno? Tra paesaggi incantevoli, luoghi poco raccomandabili, rischi tremendi per la salute, magici momenti di intimità e ostacoli d’ogni sorta, lo spettatore assiste ammirato allo svolgersi di un’avventura incredibile, in cui è possibile riscontrare tanti valori positivi. Ed è stato bello restare in sala a parlarne ancora un po’ coi direttori del festival, in un incontro col pubblico che ha visto partecipare altri ospiti graditi, tra cui un atleta di primissimo piano del campionato italiano di basket in carrozzina.

Stefano Coccia

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