Poesía sin fin

Poesia senza fine

REGIA
Alejandro Jodorowsky

CON
Brontis Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores

ANNO
2016

NAZIONALITÀ
Cile / Francia

DURATA
128 min.

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Poesía sin fin

Poesia senza fine

Cosa si prova a voler vivere per la poesia? Come ci si può sentire nello scoprirsi poeti in un ambiente familiare governato dalla materialità e in un mondo in cui è così difficile farsi ascoltare? Alejandro Jodorowsky, un giorno, decide di raccontarlo. Mette insieme scenografie e costumi, raggruppa una manciata di attori e inizia a creare un dipinto surreale di quello che è stata la sua vita, dall’infanzia fino alla partenza per mare verso Parigi. Ne viene fuori un’esplosione folle di ricordi, selezionati e mostrati come una lunga fila di incontri con personaggi dal carattere profondo, talmente estremi da risultare ultraterreni, che colpirono il giovane Jodorowsky fino a diventare parte di lui, e al tempo stesso fonte delle sue nevrosi.

Poesia sin Fin è un omaggio a tutti loro e, secondo capitolo della storia della sua vita dopo La danza della Realtà, è anche una ricerca. Vi è un grande quesito a cui Jodorowsky, nel corso della narrazione, cerca di dare risposta: se sono un poeta, sto davvero vivendo per la poesia? Un dilemma che diviene costante e che forse vede la sua risoluzione in un errore di fondo. Lo Jodorowsky protagonista della storia non è in grado di rispondersi e per anni vaga da un artista all’altro, tra passioni e dolori che avvolgono e indirizzano la sua purezza d’animo verso altre esperienze, altre forme d’arte, altra poesia che scava nel profondo e non trova pace. Durante questo viaggio, però, lo spettatore entra in contatto con lo Jodorowsky narratore, quella forma definitiva di poeta, ancora inquieta, che il protagonista brama così tanto. Lo Jodorowsky narratore osserva, se ne sta in disparte, a volte parla, a volte incita. Ha i fili della storia tra le sue mani, potrebbe cambiare il suo corso, ma non ne tira neanche uno. Lascia che il giovane protagonista sia libero di ripercorrere il passato e che, un poco alla volta, ottenga la risposta che cerca. Risposta che per noi spettatori viene sbandierata davanti agli occhi: attraverso i dialoghi appassionati, i colori sgargianti, i simboli e la presenza continua di artisti sempre in azione che si mostrano così come il narratore li ricorda, noi capiamo che Jodorowsky non può essere solo un poeta e non può vivere solo per la poesia. La poesia è il tramite tangibile con il quale si esprime ma, in sé, Jodorowsky racchiude una moltitudine infinita di anime. Le stesse, incontenibili anime che durante la sua vita lo hanno portato ad essere scrittore, drammaturgo, fumettista, saggista, cineasta, esperto di tarocchi e di psicomagia ed eterno studioso.

Latinoamericana //

“Poesia, illuminerai la mia strada come una farfalla in fiamme”, il cineasta di culto e padre della psicomagia, mantiene alta la sua reputazione: varca la soglia dell’onirismo e impregna il film di magia, colori e riflessi, sprigionando un fuoco continuo di suggestioni. Parte II di una trilogia in progress: il visionario Amarcord di Jodorowsky.

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