Todos vós sodes capitáns

Tutti voi siete i capitani

REGIA
Oliver Laxe

CON
Shakib Ben Omar, Nabil Dourgal, Mohamed Bablouh, Said Targhzaoui, Asharaf Dourgal, Mohamed Selushi, Redouan Negadi, Youssef Boughari, Bilal Belchekh, Oliver Laxe

ANNO
2010

NAZIONALITÀ
Spagna

DURATA
78 min.

Selezionato per la sezione Quinzaine al Festival di Cannes 2010

Premio FIPRESCI al Festival di Cannes 2010

Condividi su...

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Todos vós sodes capitáns

Tutti voi siete i capitani

Un regista europeo sta preparandosi a girare un film con dei bambini che sono ospitati in un istituto per l'infanzia di Tangeri. Durante le riprese, anche in seguito ai suoi atteggiamenti e ai suoi metodi, la relazione con i bambini si trasformerà, modificando radicalmente il futuro del film.

La Nueva Ola //

Remover Roma con Santiago

Il pregio di una sezione come la Quinzaine des Realisateurs al Festival di Cannes e’ anche quello di proporre realizzazioni che vanno al di la’ dei generi conosciuti. E’ il caso di questo .Todos vós sodes capitáns che piu’ che un docufilm e’ un’esperienza di vita. Infatti Olivier Laxe, figlio di immigrati spagnoli a Parigi, ha lasciato la Francia da 3 anni per creare un laboratorio denominato “Dao Byed” a Tangeri. Con una macchina da presa a 16 mm lavora con bambini e ragazzi provenienti da condizioni di particolare disagio sociale. Con loro realizza non-film come questo in cui gli stessi allievi divengono protagonisti dei quali cogliere sprazzi di vita, intuizioni, dubbi. Laxe non si nasconde la difficolta’ dell’impresa e, con grande onesta’ intellettuale, mostra una scena in cui i ragazzi stessi dicono di non voler piu’ collaborare con lui perchè, appunto, ” questo non e’ un film”. Così come mostra lo scetticismo dei responsabili dell’istituzione che li accoglie i quali temono che piu’ che aiutare gli allievi li stia utilizzando per la propria personale realizzazione come regista. Ma il film continua, magari con la ricerca di una ‘storia’ da raccontare come quella dell’ulivo dal quale recarsi in pellegrinaggio in cima a una collina. Perche’ comunque il lavoro con l’immagine puo’ essere terapeutico come una seduta dallo psicologo. Per questi ragazzi forse di più.

(Giancarlo Zappoli – MyMovies.it)

altri film

tappe

film

registi

partner